Giorgio Guidi

Identità corrotte sono le maschere di Giorgio Guidi. Oggetti, volti, anime venute direttamente dall’ombra si mostrano a noi, attraverso le mani-creatrici dell’artista che, mescolando carta, rame, scotch e altri oggetti di recupero, riporta in vita inafferrabili sculture. Le sue maschere, i suoi oggetti, sono contemporaneamente caratterizzati dalla dicotomia di essere celatrici del vero volto e protesi cariche di sentimenti e storie.

La materia, lo scarto, sente l’urgenza di mostrarsi all’altro, rivelandosi nella sua nuda crudezza. Le sculture, lontane dall’essere fisse sul loro piedistallo, sembrano essere arti, estensioni del proprio corpo. Elmi e corazze, armi da poter indossare. Immagini mostruose, identità corrotte, elevate alla massima potenza, esseri impressionanti e capaci d’impressionare, forse perchè lontanissimi da noi, forse perché, infondo, specchio delle nostre paure.

Giorgio Guidi è uno scultore partito dal disegno dai tratti volumetrici. Si è poi espresso in maniera tridimensionale, dando forma alle sue idee. La  scelta dei materiali (scotch, carta, plastica e oggetti trovati) non nasce da spinte ecologiste o di tendenza, ma da una scelta obbligata dalla limitata reperibilità di materiale dovuta agli anni di permanenza negli istituti psichiatrici. Non a caso nelle sue opere si individuano scatole di farmaci, blister, rotoli di carta esauriti, schiacciati e modellati con la stessa modalità e manualità con cui si modella la creta, con il vantaggio di poter ottenere articolazioni mobili, sfruttando l’elasticità dei materiali. Giorgio trascorre la maggior parte della sua giornata in una sorta di raccolta fisica di oggetti e di raccolta mnemonica di immagini. Anche fuori di casa la sua attenzione è catalizzata dagli oggetti abbandonati e da tutto ciò che si trova per strada: adora ispezionare i cassoni dei centri di raccolta differenziata, girare per i vicoli più nascosti della città, ammirando scorci di architetture storiche da punti di vista inusuali. Sfoglia riviste e guarda per ore documentari e tutto ciò che riguarda animali, musica, biologia, cartoons, manga, horror e fantascienza. Questo ininterrotto lavoro di osservazione gli ha permesso di costruirsi una vera e propria banca immagini mnemonica: quando lavora non ha bisogno di ricorrere a ricerche iconografiche, ma sfoglia la propria memoria. Riproduce quindi un manufatto come risultato della somma delle immagini immagazzinate relative a quel determinato soggetto, mediata dalla capacità manuale e dai limiti dei materiali. L’archiviazione dei materiali trovati appare assolutamente caotica, ma all’esame di ogni singolo materiale c’è una rielaborazione precisa. Ogni materiale conservato è pronto per assolvere la sua definita funzione. La passione smodata per tutto ciò che è epico, biologico, antropomorfo impregna ogni suo lavoro e corpo, sessualità e forza sono gli elementi ricorrenti della sua creatività.

Giorgio Guidi è nato a Mombaroccio nel 1955. A Pesaro ha tenuto laboratori per la creazione di maschere presso una scuola media, in un centro di aggregazione giovanile e alla ludoteca “Riù”. Le sue opere sono state esposte a Riccione e a Roma, nel corso di mostre e convegni promossi dalla “Scuola di Globalità di Linguaggi”. Ha partecipato alla mostra itinerante “Arte e Palazzo”, grazie alla quale le sue opere sono approdate a Rovigno, Lubiana, Nanterre, Watford e Venezia. Insieme allo scultore Davide Dall’Osso è stato protagonista della mostra “Medesimi punti di vista differenti”. A Fano e Fermignano ha partecipato alla collettiva dell’ “Associazione Regresso Arti”.

ART GALLERY

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